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Il principio di
sussidiarietà
Il termine sussidiarietà deriva dal
latino subsidium e nella terminologia militare romana stava ad
indicare le truppe di riserva che rimanevano dietro al fronte, pronte
a intervenire in aiuto alle corti che combattevano nella prima
acies. In relazione alla sua applicazione sociale, i primi cenni
di una riflessione su un principio analogo sono già presenti nel
pensiero aristotelico e vengono poi ripresi e rielaborati da San
Tommaso come elemento di una netta concezione del bene comune,
come risultato di una pluralità di apporti in un contesto
comunitario, solidaristico e non conflittuale, all'interno del quale
alla personalità umana è offerta la possibilità di svilupparsi.
In prima luce nella costruzione del bene
comune era quindi posto il soggetto umano, considerato peṛ bisognoso
di un subsidium: le formazioni sociali, i gruppi e in
subordine il pubblico potere, che risulta coś al contempo utile e
limitato. Sempre sulla scorta detta tradizione comunitaristica
medioevale, il principio di sussidiarietà verrà ripreso nella
concezione malthusiana del contratto sociale come strumento per
trasferire ai governanti non un potere illimitato, ma solo la quantità
di potere strettamente necessaria al soddisfacimento dei bisogni dei
consociati. Questa tradizione di pensiero non ha, tuttavia,
costituito la corrente principale della filosofia politica europea. Essa
è rimasta una corrente sotterranea, soccombente rispetto alla vittoria
incondizionata della corrente principale, accentratrice e assolutista,
fondata sulla esaltazione della sovranità statuale.

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