ATTO AMMINISTRATIVO: MOTIVAZIONE E PROVA.

Consultazione integrale della Tesi

AVVERTENZA

La citazione degli atti normativi è effettuata indicandone il tipo con acronimi, il cui senso è esplicitatato nell’"Indice delle abbreviazioni".

Sommario: 1. Il problema - 2. Motivazione e giustificazione - 3. Necessità e sufficienza - 3.1. Motivazione ob relationem - 3.2. Motivazione di stile o carente - 3.2.1. Il problema della motivazione di stile - 3.3. Motivazione sommaria o generica - 4. Integrazione della motivazione in giudizio - 5. Differenza tra integrazione della motivazione e prova - 5.1. I rapporti tra prova e motivazione: un approfondimento - 6. Esemplificazione - 7. Conclusioni

1. Il problema.

Con l’espressione motivazione dell’atto amministrativo si vuole far riferimento a "quella parte dell’esternazione del provvedimento in cui si enunciano i motivi" che ne hanno indotto l’emanazione, le ragioni che sono alla base dell’emanazione dell’atto.
L’obbligo della motivazione per gli atti e i provvedimenti amministrativi non è costituzionalizzato; non esiste cioè una norma della CI che preveda espressamente un obbligo generale di motivazione. In realtà, vi sono norme costituzionali specifiche che impongono l’obbligo per taluni atti senza effettuare alcuna disciplina per la generalità degli altri casi.
La dottrina ha tentato di individuare le fonti dell’obbligo di motivazione dell’atto amministrativo. Secondo un orientamento, ormai superato a seguito della LPA sarebbe necessario distinguere tra atti di natura vincolata e atti di natura discrezionale ritenendo che per i primi la motivazione non dovesse essere necessaria. Questo orientamento ha condotto ad individuare un obbligo generalizzato di motivazione dato che gli atti per i quali non è necessaria sono sia qualitativamente che qualitativamente poco rilevanti. Questa generalizzazione, è in linea con l’esigenza di adottare uno strumento di controllo dell’operato dei pubblici poteri con particolare riguardo al principio di buon andamento dell’AP sancito dall’art. 97 CI e, conseguentemente, la fonte dell’obbligo di motivazione deve individuarsi nel sistema normativo e nei principi fondamentali dettati dalla Carta costituzionale, cioè consisterebbe in un principio generale dell’ordinamento giuridico dello Stato ex art. 12 DLG.
Una svolta nella materia si è avuta con la LPA che ha recepito l’istanza dottrinale volta alla generalizzazione dell’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi. La legge, infatti, stabilisce che "ogni provvedimento amministrativo, .... deve essere motivato ..... La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria".
La legge sancisce chiaramente il principio dell’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi ma lascia ancora incertezze in merito a quale debba essere il contenuto minimo della motivazione e all’eventuale possibilità di integrare la motivazione in sede di giudizio. Occorre quindi studiare in maniera più approfondita il testo normativo per cercare di risolvere questi ulteriori quesiti

Consultazione integrale della Tesi

7. Conclusioni.

Dallo studio effettuato si comprende come qualunque atto amministrativo, che non sia normativo o a contenuto generale, debba essere motivato. L’obbligo di motivazione può essere assolto anche per relationem tenendo presente che, comunque, non deve essere soddisfatto in maniera insufficiente o carente. La motivazione deve essere, pertanto, congrua anche in relazione alla portata e al tipo di atto, sufficiente ed esaustiva.
In tutti quei casi in cui la motivazione non risponde ai requisiti ora descritti, essa non può essere integrata nell’eventuale giudizio, come evidenziato da un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Si deve tuttavia, tener presente che in alcuni casi gli elementi che per legge l’Amministrazione può produrre in giudizio hanno natura di prova di quanto esposto dall’Amministrazione stessa e non di integrazione delle motivazioni; in conseguenza di ciò è necessario rilevare la diversa disciplina applicabile: pur se in presenza di elementi di fatto, che per essere tali sono apparentemente analoghi, nella fase della formazione dell’atto, trovano applicazione le norme di diritto amministrativo; nella fase contenziosa, trovano applicazione le norme processuali.

Consultazione integrale della Tesi

BIBLIOGRAFIA

M. BASILAVECCHIA, Comportamento processuale dell’Ufficio imposte e motivazione dell’atto impugnato, in Rt 1989, II, 208 ss.

A. DE VALLES, La validità degli atti amministrativi, Padova, Cedam, [1916] 1986.

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA. SERVIZIO STUDI E LEGISLAZIONE (cur.), LPREP, s.l., s.n., [1992?]3.

M. S. GIANNINI, Diritto Amministrativo, Milano, Giuffrè, 19933.

M. S. GIANNINI, Motivazione dell’atto amministrativo, in EdD XXVII, 1977, 257-269.

F. LEVI, L’attività conoscitiva della Pubblica Amministrazione, Torino, Giappichelli, 1967.

R. LUPI, Lezioni di diritto tributario, Milano, Giuffrè, 1992.

R. LUPI, Motivazione e prova: "dall’astratto al concreto", in RDT 1992, II, 423 ss.

F. MARCHI, La motivazione del provvedimento amministrativo, in CIt 1992, 981 ss.

V. MAZZARELLI, Motivazione: II) Motivazione dell’atto amministrativo, in EG XX, 1990, 1-8.

A. MELONCELLI, Diritto Pubblico, Rimini, Maggioli, 19922.

A. MELONCELLI, L’informazione amministrativa, Rimini, Maggioli, 1983.

G. C. MENGOLI, Manuale di diritto urbanistico, Milano, Giuffrè, 19923.

C. MORTATI, Istituzioni di diritto pubblico, Padova, Cedam, 19769.

A. ROMANO TASSONE, Motivazione dei provvedimenti amministrativi e sindacato di legittimità, Milano, Giuffrè, 1987.

A. M. SANDULLI, Manuale di diritto amministrativo, Napoli, Jovene, 198915.

D. STEVANATO, Motivazione dell’accertamento di valore, in Rt 1990, II, 57 ss.

R. TENERINI, La motivazione dei provvedimenti amministrativi con l’art. 3 della legge 7.8.1990, n.241, in CIt 1992, 1343 ss.