DOCUMENTO PER L'ORGANIZZAZIONE DEL CONVEGNO SUL TEMA E-COMMERCE

Vicenza - 1999

Introduzione

Il tema che si vuole trattare nel convegno di cui questo documento introduttivo affronta le linee generali può rientrare nel tema più vasto che molti hanno definito, dentro e fuori le specifiche componenti politiche, "L’innovazione".

Questo documento ha l’obiettivo di approfondire il punto di vista della sinistra sulle trasformazioni prodotte dall’evoluzione della Società dell’Informazione ed in particolare affrontare un'analisi dettagliata dei grandi fenomeni di massa che sono generati dallo sviluppo e dalla distribuzione delle nuove tecnologie. E' evidente quale ruolo queste ultime abbiano nelle trasformazioni in atto nella società moderna del nostro paese. Ogni campo della conoscenza, ogni ambito della produzione, materiale ed immateriale è stato contaminato in modo decisivo. Non sempre la contaminazione è stata positiva, e d è stato necessario, e sarà sempre più necessario affrontare numerosi problemi di carattere strutturale sino ad oggi trattati in modo solo marginale. Il reale nocciolo della questione non è difatti l'accettazione delle nuove tecnologie nel nostro sistema produttivo, creativo, distributivo, ma l'adozione di queste tecnologie per un migliore sviluppo della società, per garantire una reale fruibilità dei servizi, sino ad oggi appannaggio di pochi "eletti". Infine le nuove tecnologie si inseriscono in modo determinante nella questione della distribuzione, mutandosi in trampolino di lancio per i prodotti più caratteristici della produzione, lungi dall'essere "innovativi". Questo è il campo d'indagine specifico in cui ci si dovrà muovere per elaborare un documento sul tema dell'e-commerce che possa divenire strumento di lavoro e di confronto in occasione del convegno che si vuole organizzare. Dunque potremmo schematizzare come segue le aree di ricerca cui dovrà dedicarsi il gruppo di lavoro, meglio definibile con il termine "comitato scientifico":

Infine non dobbiamo dimenticare che viviamo oggi l’onda lunga di una spinta tecnologica, definita oggi da qualcuno "la più grande valanga tecnologica della storia", che sta velocemente trasformando i tempi, i modi, i luoghi della produzione; il modo di vivere e di lavorare delle donne e degli uomini, le dinamiche delle relazioni sociali, dell’apprendere, dell’abitare; le forme della rappresentanza e del governo, gli ambiti di intervento e di legittimazione della politica. Una spinta tecnologica, sotto molti aspetti irreversibile, che pone questioni cardinali al sistema stesso della morale.

Non è un prolungarsi, sotto forme nuove, delle dinamiche del secolo che muore. E’ un mutamento di civiltà che ha "i caratteri di una nuova rivoluzione passiva", la cui interpretazione impone a noi, uomini e donne di sinistra, la ripresa di "pensieri lunghi".

Di questa trasformazione, le tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, le grandi reti di comunicazione, per natura pervasive e, se vogliamo, "iperdinamiche", costituiscono il cuore. Esse infatti rendono possibili modalità inedite di progettazione, di cooperazione produttiva, di relazione con il mercato, offrendo inesplorate possibilità per la diffusione di informazioni, conoscenze e competenze.?

Fatti e numeri del Commercio Elettronico

Dai 15 milioni di utenti del 1993 si è passati agli attuali 112.750.000 (stima del Febbraio 1998 di NUA Internet Surveeys).In Italia le stime ufficiali attestano circa 700.000 utenti collegati ad internet; stipe che raddoppiano e triplicano se consideriamo che uno stesso contratto d’accesso è utilizzato da più persone (familiari a casa, colleghi in azienda).

Queste le cifre dei potenziali clienti italiani e stranieri che possono essere raggiunti attraverso la rete per offrire loro prodotti e servizi.

"Che internet possa essere un grande business o addirittura il più grande business dei prossimi anni è dato per scontato", dice Derrick De Kerkhove, direttore del Mepuhan project all’università di Toronto, e se andiamo a visitare i siti web negli Stati Uniti, questa certezza si radica ancora di più, ci accorgiamo addirittura che in America la rete delle reti sta prepotentemente diventando la principale risorsa economica.

In Italia il Commercio Elettronico fa fatica ad avanzare sia per i costi telefonici che un collegamento ancora oggi comporta, sia per la presenza di un livello medio basso della cultura informatica.

Molte piccole e medie imprese del nostro paese, infatti, o reputano questo nuovo mezzo superfluo e inutile, o si fanno scoraggiare dai costi esorbitanti che questo comporta, facendo sfuggire loro questa grandissima opportunità che il mercato oggi offre.

Il Commercio Elettronico, infatti, permette alle aziende di presentarsi in modo più efficace ed aggressivo, consentendogli di fare concorrenza ad aziende più grandi e dando una visibilità nazionale ed internazionale più ampia.

Procediamo con ordine e cerchiamo innanzi tutto di comprendere a fondo, cos’è il commercio elettronico. Il commercio elettronico è un insieme di transazioni commerciali tra "offerta" e "domanda", realizzate con l’utilizzo di computer e di reti telematiche, e finalizzate allo scambio d’informazioni direttamente correlate alla vendita di beni e servizi.

Mettendo da parte la definizione formale, il CE (commercio elettronico) identifica l’acquisto, la vendita, l’ordine ed il pagamento in forma elettronica di prodotti, utilizzando un’infrastruttura di rete.

Questo tipo di transazioni esistono da anni e sono state realizzate fino ad oggi soprattutto tra gli scambi commerciali tra aziende, tramite uno scambio d’informazioni testuali, utilizzando la tecnologia chiamata EDI (Electronic Data Interchange).

Quello che indichiamo adesso con il termine commercio elettronico è in realtà "Internet Commerce", ovvero le stesse operazioni dell’EDI sono realizzate utilizzando le nuove tecnologie di rete che oltre a consentire lo scambio di messaggi testuali, consentono di realizzare siti multimediali e interattivi.

Internet, in sostanza, ha trasformato il commercio elettronico da semplice scambio di dati tra imprese in una vera attività commerciale in cui i siti web funzionno come negozi virtuali, creando nuove opportunità di Commercio Elettronico, considerata la fortissima penetrazione di internet nel mondo delle aziende e dei consumatori, e offrendo svariate opportunità estremamente favorevoli.

Il Commercio Elettronico, infatti, nei paesi in cui è già diffuso, sta cambiando il modo di fare business per le imprese e di fare acquisti per i consumatori, consentendo alle aziende di eseguire velocemente transazioni commerciali senza l’utilizzo di documenti cartacei.

Con l’avvento di internet e della Posta Elettronica, il produttore può diffondere il proprio messaggio elettronicamente modellandolo a piacere ed aggiornandolo in qualunque momento, con costi aggiuntivi nulli. Il destinatario a sua volta interagisce con il mittente, decidendo se accettare il messaggio, ignorarlo, inviare commenti o critiche, ecc.

Questo nuovo tipo di servizio assolutamente non passivo, ha portato molte piccole aziende ad essere competitive con i grandi colossi del mercato.

Il Commercio Elettronico può essere suddiviso in quattro categorie principali:

@ Business – to – business: transazioni commerciali effettuate tra aziende per il passaggio del prodotto dalla fonte, ai vari canali di distribuzione. Quest’utilizzo del CE, esisteva già prima dell’avvento del Word Wide Web, quando cioè, le società che utilizzavano le tecnologie di rete, richiedevano prodotti al proprio fornitore, ricevevano la fattura ed effettuavano il pagamento con uno scambio d’informazioni in modalità testuale.

@ Business – to – consumer: transazioni commerciali realizzate tra azienda e consumatore finale. Categoria diffusasi fortemente con lo sviluppo del web e delle nuove tecnologie, che hanno permesso di realizzare dei siti multimediali ed interattivi che consentono una presentazione minuziosa e accattivante dei prodotti ai potenziali acquirenti.Si è avuta così la possibilità di realizzare dei negozi virtuali corredati di cataloghi e listini.

@ Business – to – administration: transazioni riguardanti i rapporti tra azienda e pubblica amministrazione, quali: la possibilità di ottenere concessioni, permessi, ecc…

@ Consumer – to – administration: transazioni riguardanti i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini, quali il pagamento di tasse e contributi, le certificazioni, ecc.

Dopo aver descritto le varie possibilità d’approccio tra il proponente ed il relativo interlocutore, è utile evidenziare che un sito, il quale sfrutta nel suo interno il Commercio Elettronico è ritenuto di alto livello poichè deve prevedere un elevato coinvolgimento dei visitatori attraverso la presentazione di pagine dinamiche ed interattive e implementando anche servizi quali la fidelizzazione dei clienti, il customer care, assistenza tecnica on line, assistenza pre o post vendita, gestione ordini ed acquisti, ecc.

Inutile affermare che questa scelta mette necessariamente l’azienda nelle condizioni di ristabilire la pianificazione a medio e lungo termine dell’organizzazione della stessa, per riallinearsi alle nuove esigenze di mercato. Scelta, tra l’altro, che porterà notevoli vantaggi a quelle aziende che decideranno di ristrutturare completamente la propria organizzazione orientandola all’internet business, senza però tralasciare i tradizionali canali di vendita.

E’ bene anche evidenziare, che il commercio elettronico per mezzo della rete, ha creato nuovi posti di lavoro conseguentemente alla creazione di nuovi prodotti immateriali (filmati, foto digitali, audio, ecc.) che possono essere acquistati con delle transazioni che nascono e muoiono con Internet.

Alcuni settori hanno già approfittato di questa nuova opportunità. Da una ricerca di mercato condotta da @plan negli Stati Uniti (su un campione di 40.000), è emerso che il settore con maggiore percentuale di crescita è quello delle linee aeree, con uno sviluppo del 301%, seguito dai fondi d’investimento con il 291%, dal settore del noleggio delle automobili con il 111%, da quello della vendita dei libri con il 105% concludendo con quello dell’Hardware e del software con il 14%.

Queste cifre sono possibili, perché i vantaggi che derivano dall’utilizzo di questo nuovo sistema sono a dire poco assoluti, in quanto nel peggiore dei casi non si riuscirà a realizzare alcun risultato positivo, considerando anche che gli investimenti iniziali sono minimi.

Dal punto di vista aziendale, queste riusciranno a raggiungere una fetta di mercato molto ampia a bassi costi infrastrutturali (fetta di mercato che altrimenti rimarrebbe nel’ombra), riuscendo quindi a competere con aziende di grandi dimensioni.

Il nuovo mercato darebbe, inoltre, l’opportunità di avere una comunicazione diretta col consumatore portando l’azienda ad avere una visibilità internazionale, un’abbreviazione della catena di distribuzione con un conseguente abbattimento dei costi d’esercizio, un’offerta di prezzi e cataloghi sempre aggiornata, ecc.

Di contro l’utente può usufruire di un accesso a beni e servizi senza alcun vincolo geografico e temporale, la possibilità di accedere ad una scelta ampia e diversificata per quanto riguarda le caratteristiche dei prodotti ed il prezzo; il tutto senza fare la fila comodamente seduti da casa.

Gli svantaggi sono pressoché inesistenti, purché che l’azienda fornisca delle informazioni sempre aggiornate, che sfruttino al meglio i consigli ed i suggerimenti dei propri interlocutori e soprattutto che rispondano a tutti tramite e-mail anche quotidianamente; un aspetto questo, che i navigatori pretendono.

Per sviluppare il commercio elettronico, nasce dunque l’esigenza di coinvolgere in questa nuova avventura, il maggior numero di aziende possibili e incominciare a migliorare le infrastrutture per l’accesso alla rete più veloce e meno oneroso, riuscendo anche a creare fiducia e sicurezza tra le imprese ed i consumatori, utilizzando tecnologie affidabili quali: strumenti per il pagamento elettronico sicuro, firma digitale, certificati elettronici.

Questi ultimi aspetti sono senza ombra di dubbio i più importanti elementi che caratterizzano il Commercio Elettronico.

Oggi disponiamo, sicuramente, di tutti gli strumenti più adeguati per garantire la sicurezza e l’autenticità delle transazioni: a partire dal secur socket payer (protocollo SSL definito da Netscape), fino al cpCrit (crittografia in chiave doppia).Tutto questo per garantire a tutti gli utenti che i dati personali e quelli relativi alla carta di credito, trasferiti telematicamente, non siano intercettati e che siano custoditi in server sicuri.

Per quanto riguarda la sicurezza delle transazioni elettroniche, è stato definito il protocollo SSL, mediante il quale i dati inviati da qualunque browser, sono crittografati con chiavi di un minimo di 128 bit, al fine di garantire di garantire la massima riservatezza, integrità, identità (firma digitale) e confidenzialità delle informazioni.

Per garantire che una transazione relativa al pagamento di un corrispettivo, associato all’acquisto di un bene, vada a buon fine, è necessario, oltre alla protezione dei dati inviati, anche verificare sia l’autenticità dell’offerta (ovvero garantire all’acquirente che il bene da lui richiesto giunga alla destinazione da lui prescelta), sia la non ripudiabilità da parte dell’acquirente (ovvero garantire al venditore che chi acquista paghi con la sua carta di credito e non rifiuti l’acquisto in un secondo momento.

Attualmente per garantire l’autenticità delle parti, è disponibile per l’Italia, a cura della SSB (società per i servizi bancari), il sistema telepay, basato sul protocollo SSL (che garantisce la riservatezza dei dati a livello di trasporto) e su un protocollo definito da SSB che consente di effettuare transazioni sicure e crittografate in cui SSB fa da garante (Certification Puriti, SSBCA) nei confronti dei negozi virtuali e degli acquirenti, utilizzando l’algoritmo RSA con chiavi a 1024 bit per la protezione della riservatezza a livello applicativo dei dati.

L’azienda, quindi, che volesse realmente utilizzare il Commercio Elettronico, deve chiedere, alla propria banca, di poter ricevere dagli acquirenti, certificati allo stesso servizio, il pagamento tramite bonifico bancario o carta di credito. Di conseguenza il visitatore che volesse acquistare prodotti o servizi su internet, deve chiedere gratuitamente alla propria banca di avere la certificazione telepay, ricevendo un certificato e quindi un codice associato alla propria carta di credito, da utilizzare nel circuito telepay.

Se pensiamo, però, che Internet dà all’azienda una visibilità mondiale, nasce l’esigenza di avere una Certification Autority, con uno standard mondiale. La definizione di questo standard è stata voluta da VISA e MASTERCARD, nel febbraio del 1996 ed è stata supportata da Microsoft, IBM, Netscape, Verisign, Terisa System insieme ad altre aziende del settore. Quarantacinque istituti finanziari di 18 paesi europei, sono coinvolti in questo progetto pilota per sperimentare VSEC, il primo prodotto VISA basato sul protocollo SET.

Si tratta di un protocollo che fornisce un’elevatissima riservatezza ed integrità delle informazioni trasmesse e può essere implementato sia a livello software che hardware (integrandolo nelle smart card).

Il vantaggio principale nell’adozione del protocollo è la presenza dei certificati digitali e quindi delle CA che garantisce l’identità delle parti coinvolte nella transazione (ovvero quello che accade attualmente in Italia con SSB che utilizza però SSl più un protocollo proprietario, non standard).

Non fidarsi ancora oggi del Commercio Elettronico "E’ un eccesso di prudenza" – dice Roberto Dadda del Banco Ambrosiano Veneto, il primo istituto italiano a sviluppare servizi di homebanking – la pericolosità di internet, è un luogo comune da smentire.

Se guardiamo le statistiche, sulla rete si perde per truffa, in media, 1 dollaro ogni mille. Per le carte di credito si sale a 2, per i telefoni cellulari addirittura a 46. Perché non ci si dovrebbe fidare ad inserire i dati della carta di credito in un server sicuro e poi affidare la stessa carta ad ogni cameriere nei ristoranti?

Il Commercio Elettronico, sarà quindi il principale veicolo di scambio della società nei prossimi anni senza contare i benefici in termini di aumento dell’Export e quindi del PIL, la nascita di nuove figure lavorative e di conseguenza nuovi posti di lavoro, ecc.

In un’atmosfera, quindi, di globalizzazione mondiale del mercato è fondamentale prefiggersi degli obiettivi a breve e medio termine, per fare in modo che questa situazione non ci sfugga di mano ed evitare di arrivare "secondi" alla realizzazione di questo evento che può Essere definito, un passaggio obbligato per l’adeguamento e il rilancio dell’economia alle porte del terzo millennio.

Si riportano qui di seguito i risultati statistici di un questionario sul commercio elettronico che potrà essere utile nell'elaborazione del documento complessivo sul commercio elettronico.

18. Cosa rappresenta per lei il commercio elettronico?

"La possibilità di vagliare molti articoli in momenti diversi della giornata, specialmente nelle ore notturne quando i negozi sono chiusi. Se la privacy è garantita è un mezzo discreto per acquistare qualsiasi cosa. La possibilità di comprare prodotti anche al di fuori dell'ambito geografico di zona. Acquisti all'estero con risparmi sui costi di distribuzione. In sintesi comodità, risparmio, vasta scelta".

"Un'opportunità anche per i piccoli imprenditori di fare conoscere i propri prodotti a costi ridotti."

"E' una forma utile di commercio, ma certamente deve trovare il suo 'target', cioè, ovviamente, non tutti i prodotti sono adatti al commercio on-line, (ad es. i prodotti ortofrutticoli)."

"Un argomento non troppo chiaro, una cosa poco sicura, non ancora così tanto sicura perché possa fidarmi ed usufruirne anch'io preferisco acquistare di persona, il più possibile vicino a casa"

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Gestire le nuove forme di distribuzione

Le trasformazioni prodotte dalla società dell’informazione e dalle nuove tecnologie non esauriscono il conflitto sociale, ma lo trasferiscono in un diverso contesto, dove cambiano gli attori, i bisogni, le modalità del conflitto. Compito della sinistra è comprendere il nuovo contesto e ridefinire la sua funzione di rappresentanza politica e di attore di governo. Una sinistra che governa le inedite possibilità legate all’onda tecnologica di inizio secolo, può aprire un’era in cui l’idea nuova di partecipazione cosciente ai processi decisionali, sia in ambito economico che sociale, consentirà un passo decisivo verso una concezione più alta di Civiltà.

A partire dal nostro stesso Paese, ove la sinistra è chiamata a farsi carico di un interesse generale della Società italiana: realizzare in tempi brevi una profonda e radicale trasformazione delle strutture produttive, sociali amministrative del Paese.

E' necessario scegliere un punto di partenza, un approccio interpretativo attraverso il quale guardare all’insieme dei fenomeni di cambiamento, evidenziando quali siano i meccanismi per garantire la rappresentanza dei bisogni dei nuovi soggetti nati dalla trasformazione e per controllare l'evoluzione delle situazioni strutturali della società intera, sia sotto il profilo socio-economico che culturale.

Il Lavoro, la produzione, la distribuzione nella Società dell’Informazione

Centrale nell’elaborazione teorica della nuova sinistra è il lavoro. Quel lavoro che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e più in generale le dinamiche dell’economia di rete modificano in profondità rimuovendo il vincolo dell’unità di tempo e di luogo del processo produttivo. Oggi la società italiana è chiamata ad individuare i "soggetti deboli" della trasformazione "tecnologica" e definire, alla luce di ciò, nuovi istituti di tutela e promozione, nuove forme di rappresentanza, nuovi meccanismi di gestione dei processi economici globali. Soprattutto per individuare le procedure per mezzo delle quali sia possibile reinvestire gli utili per lo sviluppo sociale. Il lavoro che cambia chiede e pratica nuovi modelli di produzione e distribuzione basati sulle opportunità della rete. La sinistra deve, allora, valorizzare e promuovere la rete come luogo in cui la cooperazione produttiva produce valore. Questo valore prodotto dalla cooperazione ha la forza per indicare nuove direzioni all’organizzazione delle imprese, delle amministrazioni, dei mercati.

Una sinistra che ridefinisce il paradigma lavoro, la sinistra che firma un patto con i protagonisti dell’innovazione, si candida ad essere uno dei motori dello sviluppo, recuperando capacità di analisi e di "governance", ridefinendo gli assunti e gli obiettivi.

Questo implica una trasformazione culturale che ridisegni l’idea di competizione, che sappia trovare modalità nuove di creazione del valore nell’economia di rete. L’integrazione del paese nella unione Europea, le dinamiche della globalizzazione, ci impongono di competere sull’innovazione, sulla qualità dei processi e dei prodotti, sulle "capacità". La Sinistra dell’innovazione è, dunque, Sinistra della Competizione, capace di regolarne le dinamiche e governare "lo sviluppo" per orientare la globalizzazione nel senso dell’equità e del progresso sociale, in alternativa al pensiero liberista che ripropone sotto il luccichio tecnologico vecchie logiche e vecchie idee di società.

E’ una occasione straordinaria per la definizione di linee di sviluppo dove il rispetto dei diritti, la capacità di redistribuzione di uguaglianze e opportunità assumano un ruolo centrale. Questo non può essere demandato alle dinamiche del libero mercato ma ci impone di ripensare il ruolo dell’intervento pubblico. Uno Stato in grado di essere "socio di minoranza" nei grandi processi di innovazione, che a partire da una nuova politica industriale sull’offerta, la disponibilità e l’orientamento delle risorse, riesca a coniugare domanda sociale con i diritti arrivando a fare del sistema produttivo un motore per un nuovo "dividendo sociale". Scegliendo in sintesi dove competere, in quali settori per creare la maggiore occupazione possibile. Lo stato come stratega, in grado di coniugare più competizione e più sviluppo con più diritti, a partire dal nuovo mondo del lavoro.

Uno stato che sceglie dove competere all’interno della nuova divisione internazionale del lavoro a partire dalle potenzialità e specificità nazionali , a partire dalle risorse dell’immateriale che sono i suoi uomini migliori, le sue risorse culturali e monumentali, la sua posizione geografica. Perché non c’è competizione senza ridistribuzione e viceversa. La sinistra allora come forza dell’innovazione che riafferma su base progettuale il primato della politica e rivitalizza il ruolo dell’intervento pubblico a partire dalla capacità di orientare lo sviluppo dentro il mondo attraversato dalle reti, dove il valore co-progettazione e fiducia sono gli snodi dell’intervento. Con un obiettivo preciso: la piena occupazione di qualità.

Avviare la trasformazione - il ruolo del Governo italiano

Il governo della sinistra ha avviato con decisione la modernizzazione dei sistemi produttivi, amministrativi e normativi del paese. Lavorano a questo progetto competenze ed esperienze professionali spesso di eccellenza. Vi è una recente e significativa attenzione alle opportunità offerte dalle tecnologie dell’informazione. Eppure anche i migliori e più fondati progetti rischiano di fallire. Non basta infatti progettare adeguatamente il cambiamento. La recente attenzione alle opportunità offerte dalle tecnologie dell’informazione deve tradursi sempre di più in progettazione eccellente, accompagnata da una precisa e ferma volontà attuativa. Non basta piu’ riconoscere la necessità della trasformazione ma è necessario avviarla. A partire da alcune politiche già oggi possibili, sulla cui attuazione, la sinistra misurerà la sua capacità di rinnovamento e di rapporto con i soggetti dell’innovazione nel nostro paese. Un passo importante è stato fatto con la proposta per la nuova finanziaria: il Governo italiano ha già previsto 1300 Mld per l'innovazione, di cui 400 saranno destinati esclusivamente al commercio elettronico.

Avviare la trasformazione - il ruolo della Comunità Europea

La Comunità europea ha d'altronde avviato progetti specifici per garantire lo sviluppo dei nuovi mezzi di produzione e di distribuzione. Un'attenzione particolare è stata dedicata agli ambiti del commercio elettronico. Attraverso la promozione di bandi per il finanziamento di reti informative, di supporti alle nuove tecnologie sia in termini di distribuzione che attuazione, attraverso lo sviluppo di studi internazionali sul trasferimento tecnologico, la Comunità ha inteso definire le linee guida per il terzo millennio. Molto ancora deve essere fatto, soprattutto in Italia, per recepire tali linee e adottare strumenti progettuali con la finalità di utilizzare i fondi resi disponibili.

La bilancia dell'e-commerce nel futuro economico dell'Italia

Secondo le recenti stime, il commercio elettronico avrà nel nostro paese uno sviluppo molto rapido. Questo soprattutto per la prevista estensione di massa delle realtà tecnologiche ed informatiche, sia ad opera dei sistemi privati che di quelli pubblici. Sono previsti per il 2003 volumi d'affari nella curva dell'offerta pari a 10.000 Mld. La domanda viceversa avrà una consistenza di 30.000 Mld. E' lecito ritenere che l'assolvimento della pressione della domanda verrà sopportato dal mercato globale, rallentando ulteriormente in l'avvio dei processi di ristrutturazione del sistema di distribuzione e/o produzione del paese. E' urgente dunque progettare un piano globale per la strutturazione del commercio elettronico, operando un'interazione ad alto livello con il sistema industriale e delle PMI, mutuando un rapporto chiarificatore sui processi dell'e-commerce con i cittadini italiani. A tal fine potrebbe essere sviluppata una specifica campagna nazionale sul commercio elettronico come strumento d'accesso al vasto mercato italiano della "qualità", realizzando operazioni simili a quelle per il settore della moda.

La competizione Europa - Usa

In riferimento al punto precedente si deve opportunamente valutare quali aree geografiche o meglio quali sistemi economici ad esse collegati determineranno un'influenza pesante sul mercato della distribuzione mediante il commercio elettronico. Nel sistema economico mondiale gli USA giocano già oggi un ruolo determinante e diverranno immediatamente antagonisti del sistema Europa. Dunque la partita del'e-commerce non si gioca più solo sul piano nazionale od interno al sistema Europa ma ad un livello più alto di competizione fra grandi mercati. Sarà determinante intervenire sui processi che regolano i rapporti fra questi mercati.

Le reti civiche

Nell’ambito delle politiche per lo sviluppo locale della società dell’informazione e dei meccanismi del commercio elettronico, particolare rilevanza assumono le "reti civiche" che si stanno sviluppando in molte città italiane. Le reti civiche possono e devono assumere un ruolo centrale nello sviluppo del Paese come strutture cooperative tra cittadini, istituzioni locali, associazioni tutti gli attori produttivi che consentono di promuovere: la tutela del diritto all'informazione, come parte dei diritti di cittadinanza nella Information Society; le sinergie di cooperazione tra i diversi soggetti che operano nell'ambito locale; la formazione rivolta in modo specifico alle nuove tecnologie; la formazione continua legata alla produzione e allo scambio di informazioni in rete nei più diversi settori; l'efficienza, la trasparenza, la semplificazione, in particolar modo per quanto riguarda i servizi forniti dalla Pubblica Amministrazione e i rapporti tra istituzioni e cittadini; la partecipazione di tutti i soggetti alla soluzione cooperativa dei problemi della propria area, e alla definizione dei suoi processi di crescita; la coesione sociale tra i diversi soggetti dell'area, che rafforza il senso di comunità e riduce il rischio di esclusione; la promozione del tessuto socio-economico dell'area (in cui l'E-commerce gioca un ruolo determinante); la cooperazione produttiva dei soggetti che svolgono nuovi lavori.

Tre sono gli obiettivi principali da perseguire al fine di sviluppare gli ambiti in cui il commercio elettronico trova un fertile terreno di scambio:

  1. Promuovere la disponibilità e l'utilizzo consapevole delle tecnologie della comunicazione, lo sviluppo delle imprese di informatica di ogni dimensione, lo sviluppo delle imprese di servizi multimediali, la diffusione delle competenze di utilizzo e la piena valorizzazione del patrimonio pubblico di tecnologie ed esperienze disponibili. Promuovere cioè lo sviluppo dei settori produttivi collegati alle nuove tecnologie.

  2. Promuovere lo sviluppo dell'innovazione nei settori produttivi tradizionali di ogni territorio, dal commercio al turismo, dalla pubblica amministrazione alle professioni, dalla finanza ai servizi, proprio mediante un utilizzo intenso e consapevole delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che rappresentano la risorsa innovativa fondamentale per un recupero di competitività e di reputazione di questi settori sui mercati mondiali.

  3. Promuovere le regioni e le grandi città come ambiente produttivo favorevole allo sviluppo di insediamenti produttivi strategici tipici dei processi di globalizzazione dei mercati e delle imprese, legati ai servizi di controllo, di integrazione e di gestione finanziaria. Questo significa sviluppare nelle regioni e nelle grandi città una rete di servizi logistici di tipo nuovo, capaci di attrarre nuovi insediamenti produttivi e di conservare e sviluppare insediamenti in settori strategici dell'industria, della finanza, della pubblica amministrazione, del turismo e della cultura a livello nazionale, europeo e mondiale

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono consentire di intervenire a breve termine sull’elemento apparentemente non modificabile e cioè sulle tecnologie organizzative dei sistemi produttivi: questa è la carta che la sinistra può giocare per progettare una trasformazione possibile del sistema produttivo italiano.

Nella ridefinizione del contributo del lavoro alla produzione modificare le tecnologie dell’organizzazione, sparigliare le carte della cultura imprenditoriale tradizionale, valorizzare il contributo del lavoro al processo produttivo attraverso la modificazione del processo stesso.

Occorre promuovere, mediante un utilizzo pervasivo, esteso, inedito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il cambiamento organizzativo non soltanto nei settori più innovativi, ma soprattutto in quelli tradizionali.

Commercio, turismo, pubblica amministrazione, aziende finanziarie possono essere investite da un profondo ridisegno dei processi produttivi, che faccia della sinistra il sostegno agli attori innovativi di questi settori, quelli che lottano per modificare rendite e corporazioni.

In altri termini, ciò che proponiamo è una politica per la "rottamazione delle organizzazioni", che faccia del cambiamento organizzativo dei principali settori produttivi del paese il suo obiettivo principale, da perseguire mediante sostegni ed incentivi adeguati e diversificati.

Uno sforzo straordinario, nel quale schierare non soltanto le principali aziende italiane che producono innovazione (e quindi sostenere, indirettamente questi settori industriali), ma nel quale valorizzare e moltiplicare risorse di eccellenza della ricerca e della cultura e della esperienza tecnico-organizzativa italiana:

Far crescere, in una concreta e sfidante esperienza di cambiamento organizzativo su scala nazionale, una leva di agenti innovativi che sappiano fare di questa formazione sul campo l’occasione per diventare nuova classe dirigente del paese non solo nelle aule delle università, ma nella fatica

Politica e tecnologia

Per la prima volta nel nostro paese un partito politico ha deciso di affrontare apertamente le tematiche rivoluzionarie dei nuovi sistemi di distribuzione commerciale. I prodotti distribuiti possono essere divisi in due grandi categorie, che giustificano, al di là dell'indagine economica utile a delineare futuri sviluppi del sistema produttivo: prodotti materiali e prodotti immateriali. Su questi ultimi in particolare si può aprire un interessante ambito di dibattito. Essi difatti costituiscono la base della realtà culturale di un paese ed è importante che vengano veicolati in maniera privilegiata tramite i nuovi mezzi di distribuzione. Per quanto detto, il target del commercio elettronico può essere arricchito con prodotti di alto livello qualitativo in termini di contenuti, rispondendo inoltre alla indispensabile distribuzione dei saperi a tutti i livelli della società. I prodotti materiali viceversa, offerti sul mercato globale, potranno divenire fonte di nuovi redditi d'impresa e determinare la creazione di imprese di piccola dimensione in grado di competere purché dotate di un buon know-how .

Obiettivi

Al fine di sviluppare un intervento politico-seminariale partendo dalle linee generali definite nei precedenti paragrafi è necessario sviluppare una griglia ben definita di interventi e di argomenti. Per tale ragione dovrà essere individuato un gruppo di lavoro specificamente impegnato su tale tema. Obiettivo primario del gruppo sarà quello di elaborare un testo completo di presentazione entro tre settimane dalla data di distribuzione del presente documento. Successivamente dovranno essere considerati gli aspetti organizzativi più propri, concernenti la produzione di materiale informativo con contenuti tecnici sul commercio elettronico, il contatto con enti ed aziende impegnati nello sviluppo di soluzioni innovative nel campo dell'e-business, la preparazione di materiali illustrativi da proiettare, supporti multimediali e/o interattivi da rendere disponibili ai partecipanti.

Temi del Convegno

A seguito della riunione di Ottobre, sono stati evidenziati molti punti da elaborare al fine di realizzare la struttura completa del convegno sul commercio elettronico. Molti di questi punti sono stati brevemente analizzati o sfiorati nella relazione che precede questo elenco. Tutti gli esperti del gruppo di lavoro dovrebbero fornire lo sviluppo di uno o più di questi argomenti, considerando l'opportunità di integrare nelle relazioni supporti di tipo multimediale.

  • Mercato USA: il drenaggio delle risorse da parte del sistema commerciale americano mediante la distribuzione nazionale di prodotti e di servizi

  • Aspetti legislativi del Commercio Elettronico in Italia ed in Europa

  • Incentivi nazionali per il Commercio Elettronico in Italia ed in Europa

  • La potenza di calcolo: quali effetti ha generato e potrà generare sullo sviluppo del commercio elettronico

  • La banda di trasmissione: portate attuali e portate previste per il futuro in Italia ed in Europa

  • La modificazione dei valori di mercato in Italia, in Europa e nel mercato globale

  • La modificazione dei concetti di spazio e di tempo determinati dalla rete e dalle transazioni virtuali

  • Il cambiamento della "catena del valore"

  • Approccio e relazioni fra strutture site a grandi distanze

  • L'incertezza del diritto generata dalle relazioni specifiche del commercio elettronico

  • Business/business: l'integrazione con le strutture interne dell'azienda

  • Standard europeo ed italiano per le transazioni sicure

  • Il Warp: pregi, difetti, verità

  • Le reti telematiche senza cavo, quali sviluppi?

  • UTMS

  • Scelte strategiche delle aziende nazionali delle telecomunicazioni

  • Impatto delle nuove tecnologie sulla realtà vicentina

  • La politica di governo sulle nuove tecnologie

  • Sistemi di comunicazione digitale: la rete satellitare

  • Il Nasdac

  • E-stamp

  • Databank

  • Istruzioni per l'uso: progetto per un luogo virtuale dell'informazione

  • La promozione del commercio elettronico: passiva, attiva, il sistema Italia

  • La distribuzione delle risorse minime con il supporto del sindacato nazionale giornalai

  • L'università multimediale

  • La carta di credito per l'alfabetizzazione informatica di giovani, di piccole aziende e l'avviamento al lavoro con le nuove tecnologie (educational credit card).

  • Valori formativi delle reti televisive pubbliche

  • Un pacchetto per le aziende private: hardware minimo, formazione, pubblicità, informazione

  • Le VSE (Very small enterprise), quale il ruolo nelle NT e per il commercio elettronico

  • Il venture capital e lo startup process

  • Intervenire sugli enti di credito

  • La fidelizzazione nel commercio elettronico: creazione di processi di comunicazione interni alla struttura della distribuzione