IL COMMERCIO SULLA RETE PARLA GLOBALE

Una ricerca A.T. Kearney ha calcolato affari per 400 mld di dollari

di Laura La Posta

MILANO - Internet fiera mondiale che mette in vetrina i prodotti e i servizi delle imprese. Internet Borsa planetaria in cui le società misurano il valore dei propri titoli anche in base all'efficienza che riescono a mostrare sulla Rete. Internet grande contenitore delle transazioni tra aziende che aumentano in modo esponenziale. Sono tre spunti che emergono dall'ultimo rapporto della A.T. Kearney sul commercio elettronico e in particolare sul segmento business-to-business, ovvero quella parte - la più grande in assoluto - che riguarda le transazioni tra le imprese, soprattutto per la fornitura di prodotti e servizi. Un Eldorado che, secondo la società di analisi e consulenza, entro il 2002 varrà oltre 400 miliardi di dollari per il solo campione delle 100 grandi imprese intervistate. Multinazionali da novemila miliardi di lire di fatturato in su, in prevalenza, che operano in 28 Paesi rappresentativi di tutte le aree del globo e hanno una connotazione manifatturiera, di servizi o di processo (come quelle operanti nelle materie prime). Al di là del dato globale sul commercio elettronico, la ricerca A.T. Kearney evidenzia la forte crescita prevista nelle transazioni tra imprese via Internet: il volume degli ordini effettuati in modalità elettronica passerà da una percentuale '98 dell'1,6% (rispetto al totale della spesa esterna) a un'incidenza del 20,4% del 2001. Ovvero, entro due anni un contratto su cinque - all'interno dei rapporti di fornitura, partnership e distribuzione - verrà concluso via Internet. "La grande Rete mondiale si candida dunque a diventare la fiera planetaria in cui le aziende mettono in vetrina i loro beni, alla ricerca del compratore - sottolinea Roberto Crapelli, amministratore delegato della sede italiana di A.T. Kearney -. Le società fornitrici devono imparare a valorizzarsi bene su Internet, ma anche quelle acquirenti devono imparare a cogliere tutti i vantaggi che una fiera virtuale perenne crea: ad esempio, occorre che scelgano con maggiore cura i fornitori, non più in base alla loro vicinanza geografica ma sulla scorta delle offerte più valide in termini di prezzo e qualità. Migliorando il processo degli acquisti si aumenta la propria competitività".

Il recupero di efficienza, quanto mai necessario alle imprese italiane per competere in un mercato sempre più globalizzato, passa dunque per il miglioramento della supply chain, la catena del valore con fornitori e partner. "In questo senso - spiega Crapelli - Internet funge anche da Borsa mondiale, nel senso che l'efficienza sul canale elettronico contribuisce a determinare il valore di una società e, di riflesso, del suo titolo. Ecco perché un'impresa può far alzare il valore delle azioni non solo con una gestione finanziaria corretta, ma anche mediante un più efficiente rapporto con i fornitori e con il mercato". In effetti, il fatturato aziendale è fortemente influenzato dalla spesa per l'acquisto di materie prime, parti di prodotto o servizi. E anche questo aspetto è in evoluzione, sotto la spinta della Rete mondiale: basti pensare che nel 1988 la voce "acquisti" pesava per il 45,7% sul giro d'affari di una società, mentre - secondo A.T.Kearney - nel 2001 inciderà per il 49 per cento. "Questo aumento di quasi cinque punti percentuali - prosegue Crapelli - farà da moltiplicatore del business mondiale. Se lo si applica al mercato italiano, su un prodotto interno lordo pari a oltre due milioni di miliardi un delta del 5% rappresenta oltre 100mila miliardi messi sul tavolo, a disposizione delle aziende che si presenteranno con offerte convincenti e buone dosi di competitività". "Per il sistema Italia tutto ciò rappresenta un'opportunità incredibile - conclude Crapelli - perché Internet premia la struttura delle piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale dell'economia del nostro Paese. Le premia in quanto le presenta on-line sullo stesso piano di società più grandi e in apparenza più quotate, perché mette a nudo la maggiore efficienza interna, perché schiude al loro orizzonte nuovi mercati. L'export diventerà un canale sempre più battuto dalle Pmi. E tutto il tessuto produttivo trarrà giovamento da questa nuova struttura di piccoli fornitori in rete, che grazie a una maggiore flessibilità del fattore lavoro e a una generale migliore efficienza contribuiranno a rafforzare il sistema Paese".

 

Mercoledì 27/10/1999

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